Mi capita sempre più spesso di avere l'impressione che le conversazioni stiano diventando più veloci e, nello stesso tempo, più povere. Non necessariamente meno intelligenti: soltanto più scarne. Le persone parlano molto, scrivono tanto, ma sembrano usare un numero sempre più limitato di parole — alcune vengono ripetute fino a consumarsi mentre altre, semplicemente, spariscono. Quando una parola scompare, raramente ce ne accorgiamo. È un cambiamento silenzioso e per questo è difficile misurarne gli effetti. La lingua cambia costantemente, da sempre, in modo naturale, con l’evolversi della società. Sarebbe assurdo pretendere che restasse immobile, nonché il motivo della morte della lingua stessa. Ogni generazione inventa espressioni nuove, ne abbandona altre, prende in prestito vocaboli da altre lingue. È successo in ogni epoca e continuerà a succedere. Quello che mi colpisce non è, dunque, il cambiamento. È la semplificazione. Basta ascoltare una conversazione qualsiasi, legg...